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Mercoledì 08 Luglio 2026

SORRIDENDO — il Blog di Nicola Belcari

Nicola Belcari

Ex prof. di Lettere e di Storia dell’arte, ex bibliotecario; ex giovane, ex sano come un pesce; dilettante di pittura e composizione artistica, giocatore di dama, con la passione per gli scacchi; amante della parola scritta

Ducentocinquanta candel... otti

di Nicola Belcari - Mercoledì 08 Luglio 2026 ore 07:30

Nella Grecia classica nacque la democrazia. Atene per questo si proclamò, con uno storico discorso, “la scuola del mondo”. Alle soglie dell’età contemporanea l’idea si è per prima realizzata nel “mondo nuovo”, negli Stati Uniti con la dichiarazione d’Indipendenza, 250 anni or sono, che pone le basi per la successiva Costituzione.

A ben vedere le due democrazie hanno sofferto gli stessi limiti: esclusione degli schiavi, ruolo subordinato delle donne (in parte). A vantaggio della città antica: Se la schiavitù è comprensibile cinque secoli prima di Cristo, lo è decisamente meno diciotto secoli dopo Cristo (da sottolineare quel dopo).

Il parallelismo vale anche per i principi ispiratori di libertà, uguaglianza, giustizia di questa forma di governo rivolti al proprio interno per i titolari della cittadinanza e negati all’esterno da una politica imperialistica (dominio di poleis minori e Stati subordinati).

Nel dibattito pubblico i sostenitori (a pagamento?) del primato degli USA tessono lodi sperticate appunto dell’“anzianità” di quel progresso politico ricevendo timide rimostranze su attualità che incrinano l’idillio. Ma se andiamo a pescare lontano allora gli stati Uniti sono pur sempre il Paese che ha portato a termine con successo il genocidio dei nativi (detti indiani o pellirosse), finanziato golpe o regimi autoritari, usato la bomba atomica, ecc. vogliamo sperare che i cantori dell’impero a stelle e strisce siano sul libro paga di qualche agenzia di propaganda altrimenti il caso sarebbe per loro peggiore.

Oggi sappiamo che esportare la democrazia con le armi non funziona, invece esportare terrorismo per destabilizzare regimi avversi? È il cosiddetto lavoro sporco necessario? Non è possibile emendarsene? Non sono queste le aporie della democrazia. Non possiamo essere critici perché l’alternativa sono le dittature?

L’idea democratica arriva in America dall’Europa dove non si sono trovate le forze per realizzarla prima. Ma i diritti dell’uomo restano sulla carta? Come buone intenzioni? Quelle di cui è lastricata la strada dell’inferno. I discendenti degli schiavi portati in catene dall’Africa non ne hanno beneficiato.

Più vicino ai nostri giorni non mancano contraddizioni per un Paese talmente amante della pace che non riusciamo a contare le guerre a cui ha partecipato dalla Seconda in poi, finanziatore della ricerca militare più terrificante, di armi radioattive, di biolaboratori senza controllo democratico, ecc. Ai detentori del diritto di voto è mai stato chiesto un parere su tali attività? Sono mai stati chiamati a decidere? Ridurre alla scelta tra due partiti, che condividono comportamenti simili e mancanza di trasparenza e pubblicità su certe operazioni, è il massimo della democrazia a cui possiamo aspirare?

Democrazia? Non sarebbe da cercare un altro nome?

Nicola Belcari

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