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mercoledì 01 dicembre 2021

PSICO-COSE — il Blog di Federica Giusti

Federica Giusti

Laureata in Psicologia nel 2009, si specializza in Psicoterapia Sistemico-Relazionale nel 2016 presso il CSAPR di Prato e dal 2011 lavora come libera professionista. Curiosa e interessata a ciò che le accade intorno, ha da sempre la passione della narrazione da una parte, e della lettura dall’altra. Si definisce amante del mare, delle passeggiate, degli animali… e, ovviamente, della psicologia!

​Tu chiamale se vuoi emozioni

di Federica Giusti - venerdì 05 febbraio 2021 ore 07:30

Il titolo è un’evidente citazione di una famosa canzone cantata da Battisti, per cui, no, non sono stata affatto originale! Ma ho deciso di utilizzare parole non mie per entrare con delicatezza e cura in un terreno molto particolare quale è quello delle emozioni.

In nostro universo emotivo viene così sottovalutato e banalizzato che, spesso, finiamo con il non prendercene davvero cura noi stessi o con il credere a falsi miti.

Prendiamo ad esempio la rabbia, una delle emozioni più denigrate. Viene spesso associata a comportamenti ed atteggiamenti violenti, per cui si preferisce non esprimerla, tacerla, nasconderla. Può capitare addirittura che ce ne vergogniamo, non è socialmente accettata e, quindi, non la accettiamo nemmeno noi su noi stessi. Ed invece la rabbia è una delle emozioni fondamentali del genere umano ed ha pieno diritto di essere vissuta, riconosciuta, manifestata. Il che non vuol dire farlo senza rispetto di sé e del prossimo, è chiaro, ma possiamo permetterci di dire che siamo arrabbiati, anzi, dobbiamo farlo. In questo i bambini sono molto più bravi di noi, mio nipote Daniele, 5 anni appena compiuti, dice spesso: “Sono molto arrabbiato!” e lo dice imbronciato e con la voce ferma, proprio per farsi capire! Noi adulti fatichiamo un po' di più…

A questo si associa l’idea di fondo che le emozioni si dividano in due categorie: quelle positive e quelle negative. In realtà le emozioni, lo ribadisco, sono tutte positive perché servono ad esprimere e manifestare il nostro stato d’animo, ed è chiaro che non si possa pretendere di essere sempre felici, appagati, contenti…possiamo essere anche tristi, arrabbiati, delusi, annoiati…e se avessimo solo alcune emozioni e non altre, ci sentiremo braccati in una dimensione che non ci appartiene senza nemmeno saper etichettare quella sensazione.

Un’altra emozione spesso letta come da evitare e da sconfiggere è la paura. Siamo cresciuti con l’idea che gli adulti non debbano mai avere paura, che la paura ci rende deboli e vulnerabili, dobbiamo starne alla larga. In realtà la paura, come tute le altre emozioni, non ha età. Cambiano le motivazioni ma non cambia il sentimento. E abbiamo un esempio mastodontico: il Covid-19. Tutti noi abbiamo avuto paura delle sue conseguenze ad ampio spettro, e, molto spesso, abbiamo avuto anche il coraggio di esprimere questo sentimento di impotenza, abbiamo sentito la necessità di condividerlo. La paura non è sempre paralizzante, è un salva vita naturale. Avere paura di alcune situazioni ci permette di non osare troppo da metterci in pericolo. E non sembra affatto male!

Altro pregiudizio sulle emozioni riguarda il fatto che, mostrandole, ci indeboliamo agli occhi del prossimo. Vi assicuro che non è affatto così! Commuoversi al matrimonio di una cara amica o davanti ad una serie tv (sì, se ve lo state chiedendo, parlo di me!) non significa essere deboli, anzi, significa essere consapevoli del nostro stato d’animo ed essere tranquilli nel mostrarlo e condividerlo con gli altri.

Alcune volte può capitare che sia il contesto a fare pressioni affinchè non emergano in noi determinate emozioni. Non esprimerle non le farà comunque scomparire. Se decidiamo che è meglio non esprimerle nell’immediato, va bene, purchè promettiamo a noi stessi di prenderci quanto prima del tempo per elaborare e contestualizzare quel vissuto.

Impariamo a riconoscerle e a viverle queste emozioni, anche perché non ci sono controindicazioni!

Federica Giusti

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