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Attualità mercoledì 14 aprile 2021 ore 15:29

Apparecchiare all'aperto salva 200 agriturismi

agriturismo

L'associazione degli agricoltori effettua una stima dell'impatto della ripresa post Covid della ristorazione a pranzo e a cena negli spazi all'esterno



PROVINCIA DI LUCCA — La possibilità di riprendere le attività di ristorazione a pranzo e a cena sfruttando gli spazi all’aperto salva i 200 agriturismi della provincia di Lucca che possono contare su ampie aree all’esterno per assicurare il necessario distanziamento a tavola: è la stima di Coldiretti Lucca sul territorio che va dalla Garfagnana, alla Piana, alla Versilia. L'associazione degli agricoltori accoglie con favore l’ipotesi contenuta nella bozza delle linee guida sulle riaperture, che le Regioni dovrebbero presentare al Governo alla Conferenza Stato-Regioni.

"Una misura attesa - afferma Coldiretti - dopo che le chiusure a singhiozzo dall’inizio della pandemia che hanno fatto registrare il 90% di fatturato in meno nelle strutture agrituristiche. Solo le ultime due chiusura di Pasqua sono costate alle strutture agrituristiche 2 milioni di euro e la perdita complessiva di almeno 20 mila presenze e 15 mila pranzi fuori porta". 

“Gli agriturismi – analizza Francesca Buonagurelli, presidente Terranostra Coldiretti Lucca – sono spesso situati in zone isolate in strutture familiari con un numero contenuto di posti letto e a tavola e con ampi spazi all’aperto. In questo senso sono probabilmente i luoghi più sicuri, dove è più facile garantire il rispetto delle misure di sicurezza per difendersi dal contagio fuori dalle mura domestiche”.

Secondo Terranostra Coldiretti l’agriturismo è destinato a giocare un ruolo centrale per la vacanza Made in Italy post Covid-19: “La vacanza in agriturismo – spiega ancora - contribuisce in modo determinante al turismo di prossimità nelle nostre campagne per garantire il rispetto delle distanze sociali ed evitare l’affollamento. Nelle nostre campagne le distanze si misurano in ettari e non certo in metri”. 

La riapertura è molto importante anche per tutti gli altri settori legati all’agroalimentare Made in Lucca come il vino che è il primo settore dell’export Made in Tuscany. La chiusura di ristoranti, bar ed enoteche in Italia e all’estero ha fatto crollare i consumi fuori casa con gravi difficoltà per il settore vitivinicolo in particolar modo quello legato ai vini a denominazioni di origine e indicazione geografica a maggior valore aggiunto. 

“L’arrivo del bel tempo e la possibilità di vivere all’aria aperta – conclude Buonagurelli – consente un piano di riaperture che coinvolga tutti i settori della ristorazione e della somministrazione che dall’inizio della pandemia adottano importanti misure di sicurezza, quali il distanziamento dei posti a sedere facilmente verificabile, il numero strettamente limitato e controllabile di accessi, la registrazione dei nominativi di ogni singolo cliente ammesso”.

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