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Politica martedì 22 giugno 2021 ore 13:23

Amministrative 2022, Raspini "a disposizione"

Francesco Raspini
Francesco Raspini

L'attuale assessore ai lavori pubblici ha confermato la volontà di correre come candidato sindaco durante l'assemblea comunale del Pd



LUCCA — Per le elezioni amministrative di Lucca del 2022 Francesco Raspini c'è: “Sono a disposizione del mio partito e della mia città per guidare un percorso che costruisca il futuro di Lucca”, ha formalizzato l'attuale assessore ai lavori pubblici intervenendo all’assemblea comunale Pd per ribadire la propria volontà di candidarsi a sindaco. 

“Sono a disposizione del mio partito e della mia città per Lucca 2022: per una Lucca che costruisce il presente e guarda al futuro. Una candidatura, la mia, che vuole diventare elemento catalizzante per persone, esperienze, sensibilità che si rifanno, che animano e che credono nel centrosinistra. Ma che punta a guardare anche oltre il perimetro delle forze politiche di maggioranza”. 

“Finalmente - spiega Raspini - abbiamo ufficialmente iniziato il percorso di avvicinamento alle prossime elezioni. L’assemblea comunale - ha detto Raspini - è stata un passaggio importante perché il Partito Democratico rappresenta il primo soggetto politico della coalizione di centrosinistra. Abbiamo le necessità di valorizzare il percorso di questi 9 anni di amministrazione, ma anche di svilupparne uno nuovo, che nasce da quello che si sta concludendo, ma che sia in grado di far spiccare un ulteriore balzo in avanti e di consentirci di progettare la città che verrà nei prossimi anni”.

“Non si può perdere tempo - suona la carica - perché i nostri avversari si stanno già organizzando. Proprio per questo ho scelto di dare pubblicamente la disponibilità a candidarmi come sindaco. Naturalmente, questa iniziativa non vuole essere, né apparire, in nessun modo come una forzatura e perciò ribadisco che sono a disposizione di tutti i percorsi che il partito riterrà di avviare. Ma è importante che questa discussione non si protragga all’infinito, perché chi guarda da fuori vuole sapere chi sarà il candidato, quale sarà il perimetro della coalizione, quali sono le idee e i programmi”.

La scadenza effettivamente avanza: “Nel 2022 si terranno le prime elezioni amministrative del dopo Covid - sottolinea il candidato in pectore - la ripresa è in corso, ma siamo solo all’inizio. La nuova amministrazione che si insedierà avrà il difficile compito di indirizzare le risorse che serviranno per il rilancio del comune e del territorio: non è quindi questo il tempo di affidare l’istituzione chiave della nostra città a chi si contraddistingue per inesperienza amministrativa. Non possiamo permetterci il lusso di ridare la Città di Lucca in mano a gruppi politici che hanno fatto dell’immobilismo e della cattiva amministrazione il loro marchio di fabbrica”.

“La proposta - continua Raspini - per la Lucca del futuro dovrà essere costruita a partire dal dialogo con i partiti, i movimenti civici, con le categorie economiche, con le realtà associative e del terzo settore e con i singoli cittadini. Certamente non partiamo da zero, ma dalle tante cose fatte in questi nove anni".

“Ci sono però due snodi che vedo come essenziali nei prossimi anni –prosegue -. Primo: la necessità di rendere sempre più centrale Lucca nella Toscana e in Italia, rafforzando anche i rapporti con l’area vasta (intesa come Piana e come capoluoghi di Costa). Ma per acquisire importanza, ruolo e centralità fuori da Lucca serve coesione e solidità all'interno. E qui vengo al secondo snodo: ridisegnare un rapporto sano tra centro e periferie”.

"Io ci sono - conclude Raspini - e sono disponibile a confrontarmi con la sfida grande, difficile ma bellissima, che abbiamo davanti. Con la mia esperienza, la mia passione, la mia energia e tutto l'impegno e l'entusiasmo di cui sono capace. Con una promessa e una richiesta. La promessa è di coinvolgere in questo progetto tutti quelli che avranno voglia di contribuire al bene della città, ma senza chiedere a nessuno la carta d'identità o la provenienza politica. E poi la richiesta di uscire quanto prima dalle nostre stanze e dalle nostre logiche, non sempre comprensibili a tutti, per cominciare a parlare con la città che là fuori ci guarda e che attende chiarezza e risposte concrete”. 

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