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Attualità venerdì 03 luglio 2015 ore 17:59

Chirurgia innovativa per i tumori del colon-retto

Nuovi dispositivi utilizzati a Lucca creano vantaggi importanti e riducono i disagi per i pazienti dell'ospedale San Luca



LUCCA — Progressi importanti in ambito chirurgico all’ospedale “San Luca” di Lucca, dove nell’ultimo periodo vengono utilizzati in anteprima dispositivi tecnologici di ultimissima generazione che accrescono in maniera consistente i vantaggi della chirurgia mini-invasiva, riducendo ulteriormente i disagi dei pazienti che si devono sottoporre ad interventi chirurgici del colon e del retto.

Negli ultimi anni, infatti, il direttore della Chirurgia Generale dottor Andrea Carobbi ha sviluppato tecniche innovative in questo settore e la struttura di Chirurgia di Lucca nel suo complesso si è specializzata nell’utilizzo della laparoscopia per asportare patologie benigne e maligne da qualsiasi organo dell’addome con grande accuratezza, lavorando attraverso piccoli “fori”, grazie ad una telecamera che ingrandisce e a strumenti estremamente raffinati. I vantaggi di questa tecnica sono ormai noti a tutti e vanno da una degenza più breve ad un minor dolore post-operatorio, dal ridotto rischio di infezioni al minor utilizzo di farmaci, fino ad un più rapido recupero funzionale e ad un miglior risultato estetico.

Un ulteriore passo in avanti è stato fatto a Lucca con l’introduzione di un dispositivo chiamato “single port”, con il quale si possono asportare organi piccoli e grandi, come la colecisti o il colon, passando non attraverso quattro fori e un piccolo taglio come di norma avviene in laparoscopia, ma attraverso un singolo orifizio di soli 3 centimetri nell’ombelico.

Ultimamente, poi, la Chirurgia di Lucca sta lavorando con un apparecchio appena uscito sul mercato che rappresenta la maggiore novità in questo settore. Infatti, utilizzando un tracciante vitale fluorescente, il verde d’indocianina, si riesce a valutare perfettamente la vitalità dei tessuti e quindi la qualità e l’attendibilità delle suture intestinali. In questo modo, ad esempio, nelle asportazioni dei tumori del retto si può evitare al paziente il disagio di dover portare il “sacchetto” per proteggere la sutura nelle settimane immediatamente successive.

Grazie alla possibilità di utilizzare questi due dispositivi, di recente all’ospedale di Lucca ad un uomo è stato asportato radicalmente un tumore all’intestino lavorando solo attraverso l’ombelico.

Ad un’altra paziente, sempre per un tumore, è stato asportato il retto e si è potuto evitare di mettere il “sacchetto” dopo l’intervento.

Entrambe queste persone hanno avuto un decorso post operatorio regolare e dopo pochi giorni sono potuti ritornare al proprio domicilio.

L’utilizzo di queste tecnologie per interventi maggiori costituisce un’eccellenza della Chirurgia lucchese e, in particolare, l’ultimo dispositivo descritto è attualmente utilizzato in Toscana solo a Lucca e in appena altri 9 Centri in Italia.

L’Azienda USL 2, tra l’altro, sta programmando tutta una serie di incontri per informare e coinvolgere in questi importanti percorsi i medici di medicina generale e ambulatoriali e in generale tutti i professionisti del territorio, con l’obiettivo di una sempre maggiore integrazione e collaborazione con l’ospedale ed i suoi specialisti.



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