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Attualità martedì 27 ottobre 2020 ore 13:06

Tamponi a rilento e le fabbriche annaspano

fabbrica
Foto di repertorio

I tempi lunghi per sapere se un lavoratore è positivo o meno stanno creando problemi all'attività delle aziente toscane. Allarme di Confindustria



PRATO — L'aumento della richiesta di tamponi con la conseguente crescita di referti da produrre sta creando rallentamenti, segnalati in particolar modo nella Toscana Centrale, che per le aziende rischiano di avere ripercussioni molto negative sulla normale attività. Il problema dei tempi lunghi per avere i referti, segnalato specialmente nell'area pratese, è al centro di una richiesta di chiarezza e soluzioni urgenti presentata da Confindustria Toscana Nord (che rappresenta gli industriali delle aree di Prato, Pistoia e Lucca). 

Il problema, si legge in una nota, sono le "attese per prenotare il prelievo, attese per la sua effettuazione, attese per ricevere l'esito". Tempi che si allungano mentre "i lavoratori, e anche gli stessi imprenditori qualora si trovino nella condizione di dover appurare la propria positività o meno, rimangono in un limbo che limita l'attività lavorativa e che impone di rimanere isolati nella propria abitazione, eventualmente in smart working ma solo se la mansione in azienda lo consente".

Una situazione di limbo che "può riguardare anche la natura stessa della permanenza a casa del lavoratore: se, per qualsiasi motivo, non c'è un certificato medico che faccia scattare la condizione di malattia, l'assenza dal lavoro deve essere gestita in maniera diversa e non sempre agevole. Su questo aspetto da parte di Confindustria sono stati ripetutamente chiesti chiarimenti, con esiti ancora non soddisfacenti".

Gli industriali vedono di buon grado, a patto che non si creino ingorghi, "la recentissima possibilità di prenotare il tampone on line", mentre "sul versante dell'effettuazione e analisi del prelievo le Asl dovrebbero essere potenziate dal punto di vista di risorse umane e materiali, ma potrebbe essere anche esteso il ricorso a strutture private accreditate. In ogni caso rimane indispensabile un efficiente e rapido ruolo delle Asl per la fase finale del processo, quello relativo alla comunicazione della positività del lavoratore contagiato e all'avvio dei conseguenti interventi a livello dell'azienda in cui questi opera: per queste delicate ed essenziali operazioni l'unica soluzione rimane il potenziamento del servizio a livello delle Asl".

Da qui la richiesta, presentata dagli industriali, si trovare una "soluzione, per non gravare le aziende, già messe a durissima prova dalla pandemia, di ulteriori ed evitabili problemi". Mano tesa alle Asl, inoltre, da parte delle aziende per tracciare i contatti stretti di chi risulta positivo nei luoghi di lavoro.



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