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Attualità Venerdì 12 Giugno 2026 ore 17:42

Due sottotipi di autismo, la ricerca parla lucchese

La scuola Imt di Lucca

La scoperta arriva da uno studio internazionale: il primo autore è Marco Pagani, ricercatore della Scuola Imt Alti Studi Lucca



LUCCA — L’autismo può essere distinto in almeno due sottotipi caratterizzati da attività cerebrale e meccanismi diversi. La scoperta arriva da uno studio internazionale di cui il primo autore è Marco Pagani, ricercatore della Scuola Imt Alti Studi Lucca.

Per condurre lo studio, pubblicato sulla rivista Nature Neuroscience, Pagani ha analizzato un ampio database pubblico aggregato da Adriana Di Martino, ricercatrice al Child Mind Institute di New York e riguardante una serie di scansioni cerebrali con risonanza magnetica funzionale, eseguite in 40 laboratori tra Stati Uniti ed Europa. 

I ricercatori hanno così potuto misurare i livelli di comunicazione tra le aree cerebrali. "Questa analisi  - spiega l'Imt- ha rivelato che l’autismo può essere suddiviso in due principali sottotipi, uno caratterizzato da una comunicazione tra le diverse aree cerebrali ridotta; l’altro, invece, in cui tale comunicazione risulta aumentata. I risultati dello studio hanno anche mostrato che i circuiti meno connessi sono associati a funzioni che coinvolgono le sinapsi, mentre quelli più connessi sono risultati collegati al sistema immunitario". 

Determinanti, ai fini della scoperta, sono state non solo l'analisi delle banche dati genetiche ma anche lo studio di modelli genetici resi disponibili da Alessandro Gozzi, ricercatore all’Istituto Italiano di Tecnologia.

Lo studio apre nuove strade per comprendere la complessità dell’autismo suggerendo, spiega Pagani, "Che non esista un unico modello valido per tutti, ma che siano necessari approcci personalizzati per comprendere l’attività cerebrale in una condizione complessa come l’autismo”.


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