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Attualità venerdì 22 gennaio 2021 ore 08:54

Vino dopo le 18, le enoteche si vedono penalizzate

scaffale con bottiglie di vino

Allarme Coldiretti per gli oltre 60 negozi al dettaglio lucchesi per la possibilità di acquistare alcolici la sera solo nella grande distribuzione



LUCCA — Nei negozi e nei supermercati si potrà acquistare tranquillamente anche dopo le 18 vino e altre bevande alcoliche, mentre nelle enoteche non sarà possibile: una disparità di trattamento che ha mandato su tutte le furie Coldiretti Lucca, secondo cui la chiusura anticipata penalizza il settore della viticoltura già pesantemente colpito dallo stop alla ristorazione e agli agriturismi e le oltre 60 enoteche presenti sul territorio lucchese. 

“La chiusura anticipata alle 18 – spiega Andrea Elmi, presidente di Coldiretti Lucca - discrimina ingiustamente le enoteche nei confronti di negozi alimentari e supermercati ai quali resta correttamente consentita la vendita dei vini. Crediamo sia corretto dare una coerente interpretazione dell’ultimo Dpcm per evitare di danneggiare un settore da primato del Made in Italy”.

L’entrata in vigore del decreto del presidente del Consiglio dei ministri del 14 gennaio che vieta dopo le ore 18 la vendita con asporto ai bar senza cucina e a coloro che esercitano prevalentemente il commercio al dettaglio di bevande, denuncia Coldiretti, rischia di tradursi di fatto – rischia di tradursi in una ingiustificata disparità di trattamento per la vendita di bevande alcoliche a discapito delle enoteche. 

Infatti fino al prossimo 5 marzo l’acquisto dei predetti prodotti, prosegue l'associazione degli agricoltori, potrà essere effettuato anche dopo le 18 presso la grande distribuzione e altri esercizi di vicinato che non abbiano come codici Ateco prevalenti quelli ricadenti espressamente nel suddetto divieto. 

“Le enoteche – commenta ancora Elmi – sono canali di commercializzazione fondamentali soprattutto per le piccole etichette e per le piccole aziende. Sono presidi di tipicità e di identità del territorio. Negli ultimi anni in provincia di Lucca c’è stata una interessante espansione di questo settore spinta anche da una maggiore cultura e consapevolezza da parte dei consumatori. Una tendenza che – conclude Elmi –va sostenuta ed incoraggiata nel rispetto delle norme di sicurezza. Il settore del vino è già tra i più colpiti dagli effetti delle misure restrittive anti Covid con la chiusura della ristorazione dove viene commercializzato più della metà in valore delle bottiglie stappate in Italia”. 

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