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Attualità sabato 01 maggio 2021 ore 14:51

Il 1 Maggio con lo striscione per gli straccioni

lo striscione

Potere al Popolo ha voluto ricordare in piazza San Francesco la sollevazione dei lavoratori del tessile del 1531, che subì poi una pesante repressione



LUCCA — Con uno striscione in piazza San Francesco per tutti gli 'straccioni' del 2021, Potere al Popolo di Lucca ha celebrato la Festa dei Lavoratori. "Buon Primo Maggio ai lucchesi, che la loro storia non sia solo quella dei padroni e di chi li ha traditi. Buon Primo Maggio a chi lavora per il pane e per la dignità, ma soprattutto a chi vorrebbe lavorare, anche poco, ma tutti. Buon Primo Maggio a tutti gli straccioni". Ma chi furono gli straccioni, protagonisti della sollevazione che oggi PaPL ricorda col suo striscione? Lo raccontano gli stessi esponenti dell'organizzazione.

Correva l'anno 1531. Lucca era una repubblica mercantile fondata sulla produzione del tessile, stretta tra l’organizzazione corporativa dell’artigianato e il sempre più competitivo mercato europeo. E' l'alba della borghesia capitalista. I maestri testori e le maestre tessitrici, e rispettivi quattro o cinque lavoranti salariati che si occupano di diverse mansioni (sottoposti a loro volta alla Scuola dei Testori, ma senza accesso alle cariche e senza matricola), rappresentano la stragrande maggioranza della popolazione cittadina, a lavoro su commissione per le poche famiglie di nobili-mercanti. 

A gennaio il cosiddetto cerchiolino riunito nella Corte dei Mercanti e nel Consiglio generale si impegna nella revisione degli statuti delle arti: abolizione della possibilità di lavorare in proprio, gestione del marchio di garanzia da parte della Corte dei Mercanti e non più della Scuola dei Testori, diminuzione delle “manifatture”, con conseguente abbassamento dei salari dei lavoranti. Il tentativo di proletarizzazione dei maestri e delle maestre è la miccia che, il 30 aprile del 1531, fa scoppiare la rivolta. E' la sollevazione degli straccioni, che subì poi una pesante repressione.

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