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Attualità martedì 29 novembre 2022 ore 19:15

Peste suina, allarme carcasse di cinghiale rubate

cinghiale

I casi di furto di animali ormai morti e posti sotto sequestro si moltiplicano e il fenomeno preoccupa il servizio veterinario della Asl. I pericoli



LUCCA — Incubo peste suina africana nella Toscana terra di mezzo fra Liguria e Lazio dove si registrano casi di contagio fra i capi di animali. La Regione ha fatto in modo di alzare la guardia e il monitoraggio è accurato. Ora però l'azione di vigilanza rischia di essere compromessa da ripetuti furti di carcasse di cinghiali morti, posti sotto sequestro e destinati ai centri di smaltimento.

Accade nella Piana di Lucca, da dove si leva l'allarme da parte del servizio veterinario di zona della Asl Nord Ovest. La peste suina africana infatti non colpisce l'uomo, ma spinge al tracollo le attività di allevamento di suini domestici e induce il il blocco dell'esportazione dei prodotti di salumeria per prevenire la diffusione della patologia. Là dove si diffonde, i danni sono ingentissimi.

"Tra le misure di controllo c'è la verifica di tutti i cinghiali deceduti, anche quelli a seguito di incidenti, con un campionamento della carcassa dell'animale e la distruzione della stessa", spiegano i veterinari della Piana lucchese.

E adesso: "Purtroppo sempre più frequentemente si verifica la sparizione dei cinghiali morti già imballati per il trasporto verso il centro di smaltimento ed identificati con cartello di 'Sequestro'. Questa pratica è estremamente pericolosa".

Il rischio riguarda l'impossibilità di monitorare tempestivamente la presenza della peste suina africana attuando le misure di controllo e contrasto della malattia. Non solo, però: il pericolo è anche "per il mancato controllo sulla trichinosi, malattia parassitaria pericolosa per l'uomo che puù presentarsi a seguito di ingestione delle carni di cinghiale infestate dal parassita (pochi anni fa in Garfagnana ha portato al ricovero in ospedale di una quarantina di persone)".

Gli esperti sottolineano che "gli animali morti non sono idonei al consumo umano perché non sono note le cause del decesso, le condizioni sanitarie degli animali e il tempo intercorso dalla morte".


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