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Cronaca Giovedì 09 Aprile 2015 ore 08:00

Omicidio, assassino con manie di persecuzione

Il giorno dopo l'omicidio del caporeparto Francesco Sodini, ucciso a colpi di pistola da Massimo Donatini si delineano paure e fobie dell'omicida



LUCCA — Massimo Donatini pensava ad esempio che le telecamere sistemate per monitorare alcuni impianti fossero invece un sistema per controllarlo meglio

L'operaio, ha raccontato ai carabinieri e poi confermato anche al pm di aver ucciso perché aveva paura di essere licenziato dal suo superiore, avrebbe inoltre raccontato di aver chiesto, in passato, a Sodini di poter prendere qualche bullone o qualche cacciavite dell'azienda per uso privato e il suo caporeparto avrebbe sempre acconsentito. Poi però, Donatini, dopo aver visto che in azienda erano state installate alcune telecamere, ha pensato che le avesse fatte mettere proprio il suo caporeparto per incastrarlo in qualche modo e farlo licenziare. Donatini ha raccontato di aver avuto paura, di non rientrare nella cerchia delle amicizie di Sodini. Ma nessuna di queste affermazioni, secondo gli investigatori, ha poi trovato riscontro all'esterno. Le telecamere erano state installate alla Lucart, ma - si fa rilevare - per monitorare gli impianti, non certo per controllare l'operaio, e già da un mese erano state rimosse. Negli ambienti di lavoro nessuno avrebbe inoltre memoria di screzi particolari tra i due. Qualche dipendente avrebbe riferito però di aver visto, soprattutto negli ultimi tempi, Donatini con "un'aria un po' svagata", ma nessuno avrebbe potuto prevedere ciò che poi è accaduto. Anche perché il caldaista era conosciuto da tutti come un tipo tranquillo, sempre pronto tra l'altro a sostituire nei turni i colleghi di lavoro non solo alla Cartiera Lucchese di Porcari, dove lavorava, ma anche nell'altro stabilimento Lucart a Diecimo. Se non emergeranno nuovi elementi, il quadro che si delinea sarebbe quindi quello di una sorta di mania di persecuzione che si sarebbe fatta strada nella mente di Massimo Donatini, senza peraltro nessun apparente segnale esterno. Gli inquirenti però non vogliono tralasciare nessuna pista. Dopo aver sentito varie testimonianze, hanno visionato i computer sia di Sodini che Donatini, sembra, senza trovare niente di attinente al lavoro. Intanto è stata fissata per oggi, giovedì 8 aprile, nel carcere San Giorgio di Lucca, l'udienza di convalida del fermo di Massimo Donatini.


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