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Attualità lunedì 06 luglio 2020 ore 09:51

I rifiuti abbandonati ostruivano il canale

Cinque giorni di lavoro per liberare un tratto bloccato del canale nuovo a Marlia. Incastrati sotto il ponte sacchetti, un banano e una carriola



CAPANNORI — Dopo cinque giorni di lavoro torna libero di scorrere il Canale Nuovo, che in un tratto era stato ostruito da rifiuti abbandonati e incastrati sotto il ponte: sacchetti, un albero di banano e una carriola. 

Così a Marlia, il consorzio di bonifica 1 Toscana nord ha letteralmente stappato il canale Nuovo. 

"La scorsa settimana - spiega il consorzio- i tecnici si sono accorti che l’acqua all’interno dell’arteria principale per il sistema irriguo, non scorreva più a causa di un blocco creato da rifiuti accumulati in un tratto coperto. Ci sono voluti cinque giorni di lavoro per togliere gli accumuli: sacchetti di plastica pieni di cose, i resti ingombranti delle potature addirittura di un banano e una carriola di ferro tutta intera. Tutti materiali di provenienza umana, gettati nel corso d’acqua e ammassati in una strettoia del corso d'acqua, che nel tempo hanno creato una barriera compatta, intasando non solo il Canale Nuovo, ma anche tutto il sistema di distribuzione dell'acqua nelle canalette di irrigazione. Un gesto di abbandono perpetrato nel tempo che ha messo a rischio di allagamento tutta la zona e i cittadini".

“Appena ci siamo accorti che il deflusso del Canale Nuovo non era più regolare siamo intervenuti in urgenza per intercettare e rimuovere l’ostruzione che si è rivelata veramente seria – spiega il presidente, Ismaele Ridolfi – Per agire abbiamo dovuto chiudere il canale e togliere l’acqua e alla fine ci siamo trovati di fronte alla sorpresa perché l’ostruzione era formata da una quantità davvero significativa di rifiuti. Purtroppo occorre segnalare come spesso i nostri corsi d’acqua, e in particolare proprio le canalette irrigue, sono oggetto di problemi, prodotti dall’abbandono all’interno di essi di materiale. Il Consorzio sta facendo molto per combattere questi fenomeni cercando di agire anche sul piano della sensibilizzazione: con l’iniziativa Salviamo le tartarughe marine, salviamo il Mediterraneo, decine e decine di associazioni sono attive su tutto il comprensorio proprio per raccogliere e portar via i rifiuti dagli alvei. Fatti come questo ci ricordano come sia utile il protagonismo dei cittadini: purtroppo il comportamento di pochi ma non per questo dannosi incivili, che scambiano i nostri canali per discariche, comporta dei costi di intervento, che poi ricadono su tutti gli utenti contribuenti”.



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