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Attualità martedì 10 dicembre 2019 ore 09:50

Manifatturiero, un anno in chiaroscuro

Il presidente di Confindustria Toscana Nord Giulio Grossi: "2019 anno complicato, l'economia sia considerata una priorità"



LUCCA — "Questo 2019 che sta per finire è un anno complicato. I timori che manifestavamo a dicembre 2018 hanno trovato le prime preoccupanti conferme".

Lo ha detto il presidente di Confindustria Toscana Nord Giulio Grossi facendo il punto sull'andamento del manifatturiero nell'area Lucca-Pistoia-Prato.

"I numerosi segni meno che riscontriamo nelle variazioni della produzione dei settori presenti nel nostro territorio non sono un'eccezione nel manifatturiero italiano, ma questo certamente non ci consola - ha detto Grossi-. Il fatto che l'andamento locale sia leggermente migliore rispetto al dato nazionale dice che ci stiamo battendo bene ma, appunto, che di battaglia si tratta, in un quadro internazionale incerto e stagnante e dovendo fare i conti con fattori di contesto nazionali e locali che ci lasciano insoddisfatti".

Dalle rilevazioni congiunturali del Centro studi di Confindustria Toscana Nord emergono risultati diversi per le tre province: il dato della variazione della produzione complessiva Lucca-Pistoia-Prato segna per i primi 9 mesi dell'anno 2019 -0,6 per cento (dato nazionale: -1,1) rispetto al buon +3,9 dello stesso periodo del 2018 (anno che poi aveva avuto un rallentamento nel quarto trimestre chiudendosi con +2,7), risultante dal -0,1 di Lucca, +1,1 di Pistoia e -2,5 di Prato. "Prestazioni diverse - spiega Confindustria Toscana Nord- correlate alla maggiore o minore presenza nelle tre province di settori caratterizzati a loro volta da risultati differenziati, che vanno dal +10,5 del ferrotranviario al -4,4 del mobile, con un folto gruppo di settori (macchine, lapideo, tessile, abbigliamento) che perdono ciascuno intorno a due punti e mezzo e altri con variazioni più contenute".

Le prestazioni migliori del territorio lucchese nei primi 9 mesi del 2019 sono quelle del settore alimentare, che include l'olio d'oliva e che rispetto allo stesso periodo del 2018 ha segnato +4; a seguire, con +2,6, la nautica, che dopo la profonda crisi del 2009 è risalita costantemente fino a confermare nel 2019 la leadership mondiale nel comparto dei superyacht (nel Global Order Book 2019 i primi tre cantieri sono italiani, di cui due di Viareggio, e rappresentando da soli oltre il 20 per cento degli ordini globali). Crescono in misura inferiore all'1 per cento la moda (+0,7), la carta-cartotecnica (+0,4) e la chimica-plastica (+0,1). Il segno negativo più consistente investe la meccanica, che include anche la meccanica per la carta e che col suo -3,6 rientra in una diffusa tendenza alla contrazione del settore macchine a uso industriale. "Effetto, questo, della stagnazione dell'economia internazionale - sottolinea Confindustria Toscana nord- che colpisce un settore proveniente da anni di buoni risultati favoriti anche dalle misure Impresa 4.0". Negativi anche il lapideo (-2,9) e la metallurgia (-0,9). In edilizia prosegue il calo di imprese, confermando una tendenza ormai consolidata dal 2008 (-40 per cento), mentre il numero di operai e di ore lavorate crescono lievemente rispetto allo scorso anno.



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