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mercoledì 21 febbraio 2018

Attualità venerdì 26 gennaio 2018 ore 17:26

"Pronto Soccorso open space? Contro la dignità"

Il consigliere regionale Sarti (Sì Toscana a sinistra): "Progettazione inadeguata degli spazi, attese troppo lunghe, anche in barella"



LUCCA — Paolo Sarti, consigliere regionale di Sì-Toscana a Sinistra questa mattina ha effettuato un sopralluogo nell'ospedale San Luca assieme a Roberta Bianchi di Rifondazione comunista e al segretario provinciale di Sinistra Italiana Marian Puosi, confrontandosi con il personale medico e rilevando gravi carenze strutturali soprattutto nel pronto soccorso.

“A meno di 4 anni dalla sua inaugurazione - si legge in una nota di Sarti - l’ospedale San Luca di Lucca deve fare i conti con gli effetti di una progettazione inadeguata degli spazi e, come ogni altra realtà della Toscana, con le conseguenze della riforma regionale che sta trasformando gli ospedali in grandi pronti soccorso”.

“Tra le criticità del San Luca che colpiscono di più - spiega ancora Sarti- vi è la mancanza di spazio, in generale e in particolare del pronto soccorso. Troppo lunghe le attese, persino in barella. Il personale è ben impegnato a migliorare la situazione e speriamo che a questo servano i lavori in corso in questo periodo. Resta comunque che il pronto soccorso è stato mal progettato da questo punto di vista. Non ci convincono affatto le soluzioni che trapelano da fonti interne, che vorrebbero sostanzialmente trasformarlo in un ‘open space’”

“Possiamo dire che c’è una buona équipe che però soffre della mancanza di spazio, del sovraffollamento e di tutti i problemi che rientrano in questa pessima riforma che non ha attrezzato il territorio conseguentemente alla scelta dell’intensità di cura in ospedale - conclude il consigliere regionale nella nota  - Noi siamo contrari a che l’ospedale sia pensato per l’acuto, ma è comunque urgente un potenziamento del pronto soccorso del San Luca, per renderlo più accogliente e rispettoso del malato. Non è possibile trascorrere sette, otto ore su una barella ad aspettare un esame. Servono spazi più riservati dove l’attesa sia più dignitosa per il paziente. E la discussione non può esaurirsi con lo spessore maggiore o minore delle tendine che separano i pazienti”.



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