Cronaca

Oreste Giurlani rinviato a giudizio

Il sindaco di Pescia è accusato di peculato: si sarebbe appropriato di 700mila euro di proprietà dell'Uncem Toscana, ente da lui presieduto

Il giudice per le udienze preliminari ha rinviato a giudizio per peculato il sindaco di Pescia Oreste Giurlani.

Il primo cittadino è accusato di essersi appropriato di 700mila euro di proprietà dell'Uncem Toscana fra il 2012 e il 2016, anni in cui presiedeva l'ente. In particolare, secondo gli inquirenti, Giurlani si sarebbe impossessato di 338mila euro senza presentare alcun giustificativo, di 241mila euro sotto forma di rimborsi spese autocertificati e di 143mila euro con contratti di collaborazione e consulenze affidati a se stesso (vedi qui sotto gli articoli collegati).

Oreste Giurlani, già sindaco di Fabbriche di Vallico, in Lucchesia, dal 2004 al 2013, è stato eletto sindaco di Pescia una prima volta nel 2014, con il sostegno del Pd. L'anno scorso, quando l'inchiesta a suo carico salì alla ribalta delle cronache, lasciò il partito e rassegnò le dimissioni da sindaco. Quest'anno però si è ripresentato alle elezioni amministrative con l'appoggio di alcune liste civiche ed è stato rieletto, sconfiggendo sia il candidato del Pd che quello del centrodestra.

L'Unione comunale del Pd di Pescia si è costituita parte civile nel processo che inizierà il prossimo 2 aprile.