Cronaca

Faeta, due operai ammettono, "Siamo stati noi"

I responsabili invitati a nominare un legale. "Il fuoco lo abbiamo acceso noi per bruciare i rami degli ulivi, è stato un incidente"

Mentre sul Monte Faeta proseguono le operazioni di spegnimento e bonifica, emergono i primi sviluppi sul fronte delle indagini. Il vasto incendio che ha devastato il versante tra Pisa e Lucca per tre giorni continua a lasciare segni profondi sul territorio, ma la situazione generale è in miglioramento.

I carabinieri forestali hanno individuato due persone ritenute coinvolte nell’origine dell’incendio che da tre giorni sta devastando l’area. Si tratta di due operai agricoli, entrambi cinquantenni e titolari di una ditta di giardinaggio di Lucca. Sono indagati con l’ipotesi di incendio boschivo colposo. Secondo la ricostruzione degli investigatori, le fiamme sarebbero partite durante alcuni lavori di pulizia in un oliveto, commissionati dai proprietari del terreno.

Raggiunti dai militari, i due avrebbero ammesso di aver acceso il fuoco per bruciare i rami degli ulivi: "Sì, il fuoco lo abbiamo acceso noi per bruciare i rami degli ulivi, è stato un incidente". Dopo questa ricostruzione sono stati invitati a nominare un legale. Il fascicolo è stato trasmesso alla Procura nel pomeriggio del 2 Maggio. Sul campo restano impegnati Canadair, elicotteri e squadre di volontari, mentre il bilancio parla di centinaia di persone evacuate e di danni rilevanti all’ambiente. Il fronte del fuoco, che ha interessato un’area molto ampia, ha messo a dura prova il sistema di emergenza, costringendo a interventi continui per contenere l’avanzata delle fiamme.