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mercoledì 12 dicembre 2018

Attualità lunedì 10 aprile 2017 ore 10:58

Il giorno del G7 con i ministri degli esteri

Foto twitter Ambasciata Canada

Città blindata per il timore degli scontri in occasione del vertice internazionale presieduto dal ministro Alfano. Sul tavolo Siria, Isis e Nord Corea



LUCCA — Un altro G7 in Toscana. Dopo quello della cultura a Firenze, ora tocca a quello degli esteri di Lucca, al via tra misure di sicurezza eccezionali. Il vertice sarà presieduto dal ministro italiano degli esteri Angelino Alfano e vi prenderà parte anche l'Alto rappresentante Ue per la politica estera Federica Mogherini. Presenti i ministri di Stati Uniti, Canada, Giappone, Germania, Gran Bretagna, Francia. Due giorni di lavori, oggi e domani,tra Palazzo Ducale, Palazzo Orsetti e il complesso conventuale di San Francesco. 

Il vertice, a cui sarà presente anche il segretario di Stato degli Stati Uniti Rex Tillerson, arriva in un momento particolarmente delicato della politica internazionale, con il recente raid missilistico Usa contro la base da cui sarebbe partito l'attacco chimico di Idlib in Siria e gli attentati a Stoccolma e nelle chiese cristiano copte in Egitto nel giorno della Domenica delle Palme. Sul tavolo dei ministri ci sarà in primo piano proprio l'inasprimento della crisi siriana su cui ruotano i destini del Medio Oriente. Proprio su questo dossier il ministro Alfano ha convocato una riunione straordinaria, domani, allargata a Turchia, Emirati Arabi, Arabia Saudita, Giordania e Qatar, per tentare di rilanciare il processo politico.

C'è poi il problema del terrorismo, con la necessità di sradicare l'Isis e bloccare la radicalizzazione nei paesi occidentali. 

E poi l'altro capitolo che sta alimentando tensioni mai sopite nell'area asiatica e del Pacifico, quello della Corea del Nord. Che, proprio dopo l'attacco degli Usa in Siria, ha detto di essere ancora più decisa a procedere con il proprio programma balistico e nucleare. 

In agenda ci sono poi anche il difficile processo di riconciliazione nazionale in Libia, l'attuazione dell'accordo sul nucleare iraniano, la crisi ucraina con le sue ripercussioni sui rapporti tra Russia e Occidente. 

Sul piano strettamente operativo, poi, gravano i timori per i possibili scontri che potrebbero verificarsi nel corso dei due giorni di vertice con le manifestazioni di contestazioni annunciate in città. 



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