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domenica 18 febbraio 2018

Cronaca giovedì 08 febbraio 2018 ore 18:15

Sostanze proibite anche a ciclisti giovanissimi

Fra le persone finite ai domiciliari c'è il proprietario del team di ciclismo con i genitori. Sequestrate al preparatore atletico 25 fiale di Epo



LUCCA — L'accusa più grave è associazione a delinquere finalizzata a commettere delitti in materia di doping per alterare le prestazioni agonistiche. Stiamo parlando delle persone coinvolte nell'inchiesta lucchese sulla società sportiva di ciclismo dilettantistico Altopack. Le indagini hanno portato agli arresti domiciliari il proprietario del team Luca Franceschi insieme al padre Narciso e alla madre Maria Luisa Luciani, il direttore sportivo della squadra Elso Frediani, il preparatore atletico Michele Viola, ex corridore, e il farmacista Andrea Bianchi.

A casa di Viola sono state trovate e poste sotto sequestro 25 fiale di Epo (eritropoietina), a casa di Luca Franceschi flaconi di coadiuvanti dell'Epo, siringhe e aghi.

Nell'organizzazione erano coinvolti altri personaggi, indagati a vario titolo, fra cui un medico sportivo, alcuni ciclisti del team 2016-2017, un avvocato, la compagna di Franceschi che, secondo gli inquirenti, si occupava di portare materialmente le sostanze dopanti nei luoghi dove si tenevano le gare.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, il proprietario del team reclutava i ciclisti e poi li convinceva ad assumere le sostanze proibite. La somministrazione avveniva in un'abitazione di proprietà dei genitori. Gli inquirenti ritengono che il ds del team procurasse invece all'organizzazione le consulenze necessarie per utillizzare i farmaci in modo da eludere i controlli mentre il preparatore atletico avrebbe venduto l'Epo al patron e dispensato consigli per far risultare negativi eventuali accertamenti. Il farmacista avrebbe a sua volta fornito ai ciclisti ormoni e coadiuvanti dell'Epo senza prescrizione medica.

L'inchiesta è iniziata dopo il decesso di un giovane ciclista liturano, Linas Rumsas, ma non verte sulla sua morte, avvenuta nel maggio 2017.

I titolari delle indagini hanno specificato che gli sponsor non sono in alcun modo coinvolti nella vicenda.



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