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martedì 14 agosto 2018

Cronaca sabato 21 aprile 2018 ore 19:13

Bulli con il prof, bocciatura per tre

Ammessi agli scrutini due dei cinque ragazzi per cui era stata proposta la perdita dell'anno. Resta la sospensione. Gli altri ripeteranno.



LUCCA — Sulle cinque bocciature proposte per i ragazzi coinvolti nella vicenda delle minacce e delle offese al professore di italiano nella scuola lucchese il consiglio di istituto si era riservato di decidere valutando anche altri parametri nel curriculum scolastico degli studenti. Così è stato e alla fine le bocciature si sono ridotte a tre. Gli altri due, peri  quali rimane la sospensione fino al 19 maggio, saranno ammessi agli scrutiuni. 

Sulla decisione dell'organo interno alla scuola, che si è riunito per quattro ore dalle 12 alle 16 di oggi pomeriggio, hanno pesato le informazioni definite "utili" rese da uno dei ragazzi coinvolti che è stato ascoltato stamattina: ieri, infatti, non aveva potuto partecipare al consiglio di classe. Gli altri fattori che hanno portato a prendere la decisione di non bocciare i due studenti, che sarebbe stata automatica trattandosi di sospensione superiore ai quindici giorni, sono stati la valutazione delle presenze complessive nel corso dell'anno scolastico e lo statuto degli studenti.

Non solo, è stata valutata anche la condotta. I due giovani, infatti, non erano mai stati sospesi prima, diversamente dagli altri che avevano alle spalle altri episodi del genere. 

Resta il fatto comunque, ha detto il preside Cesare Lazzari, che non si tratta di un "premio" ai due studenti ammessi agli scrutini. "Gli alunni che rientrano dovranno sudare sette camicie". Non si sa neanche se torneranno nuovamente a scuola una volta finita la sospensione. 

Sul fronte delle indagini, la polizia ha perquisito tutti e sei i ragazzi coinvolti, uno dei quali sospeso per quindici giorni a differenza degli altri cinque, sequestrando gli abiti indossati al momento dell'episodio finito in rete. I reati contestati sono violenza privata, minacce e tentato furto per aver cercato di rubare il tablet del docente sul quale si trova il registro elettronico.



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