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giovedì 16 agosto 2018

Attualità martedì 05 giugno 2018 ore 15:53

Lucca e Firenze, ospedali o cattedrali nel deserto

Il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Marchetti: "Al San Luca e al Cto nel fine settimana manca tutto, anche un caffè"



"Negli ospedali San Luca di Lucca e Cto di Firenze nel fine settimana i bar interni chiudono chi alle 19 e chi alle 13, e fuori dai presidi non ci sono altri servizi a cui poter accedere": in buona sostanza è questa la segnalazione che un privato cittadino ha rivolto al capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Maurizio Marchetti, coordinatore provinciale degli azzurri a Lucca, che l'ha condivisa con il vicepresidente del Consiglio regionale Marco Stella, coordinatore fiorentino del partito.

"In questi giorni mio malgrado ho frequentato il San Luca di Lucca e il Cto di Firenze - ha scritto l'utente - La mia attenzione è caduta sugli orari d’apertura dei bar al loro interno, avendone avuto bisogno. Al San Luca il bar chiude alle 20 nei giorni feriali e alle 19 il sabato e la domenica. Peggio fanno al Cto di Firenze dove il sabato e la domenica chiudono addirittura alle 13 e dove ho visto persone come me rimaste sorprese dal fatto che un ospedale di quel livello non disponesse di un punto di ristoro aperto 24/7. Sono anche andato a curiosare al vicino ospedale di Careggi, dove da poco hanno aperto anche un centro commerciale, ma dopo le 13 è tutto sprangato». Eppure, prosegue il messaggio: «Questi dovrebbero essere servizi al cittadino e non attività di puro commercio dove si guarda solo all’incasso della giornata. Non c’è un’edicola nemmeno all’esterno, nei paraggi, il chiosco sulla strada il sabato e la domenica è chiuso per riposo settimanale…".

Forza Italia valuta come fondate le obiezioni segnalate: "Le aree ospedaliere - osservano Marchetti e Stella - sono da considerare come zone sensibili di una città, e per quelle va previsto un tessuto di servizi e pubblici esercizi che tengano conto di quella specificità».

L’invito da parte di Marchetti e Stella alle città è quello a coordinarsi insieme alle aziende sanitarie e ospedaliere del territorio: "Bisogna che i Comuni e gli ospedali si mettano a ragionare insieme per individuare bisogni e soluzioni non solo per i pazienti, che devono rimanere al centro del sistema, ma anche per i loro familiari e visitatori".



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