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domenica 24 luglio 2016

Attualità martedì 04 novembre 2014 ore 17:10

Coldiretti: "Il Consorzio cambi passo"

I presidenti di Coldiretti Lucca e Massa Carrara scrivono a quello del Consorzio Toscana Nord e chiedono riorganizzazione dell'ente e manutenzione

LUCCA — Caro presidente ti scrivo. A prendere "penna e calamaio", sono gli agricoltori delle province di Lucca e Massa Carrara. E il presidente al quale si rivolge Coldiretti è quello del Consorzio Toscana Nord Ismaele Ridolfi.

A scrivergli che così non va, sono i presidenti Coldiretti di Massa Carrara Vincenzo Tongiani e di Lucca Cristiano Genovali.

Nella lettera, confermano il sostegno e piena fiducia nel nuovo ente di gestione della bonifica da parte degli agricoltori, ma gli chiedono una “accelerazione” per garantire risposte veloci e concrete ai cittadini-contribuenti, "sempre più inermi di fronte al crescente fenomeno del dissesto idrogeologico, con i suoi eventi alluvionali, le frane e la imperfetta manutenzione dei corsi d’acqua". 

Per gli agricoltori la manutenzione ordinaria e straordinaria del reticolo chiama costantemente in causa il nuovo ente ed “è su questa esigenza che il Consorzio stesso – spiega Coldiretti - può distinguersi, attraverso le proprie opere, in una giungla di competenze e rimpalli di responsabilità che hanno contribuito a rendere il nostro territorio meno sicuro”.

Coldiretti, quindi, chiede al Consorzio un “cambio di marcia”. “È indispensabile – scrive Coldiretti - predisporre i nuovi piani di classifica, tenendo conto del prezioso presidio che già svolgono le aziende agricole con la loro manutenzione e che dovrà essere rafforzato attraverso un affidamento snello e diretto dei lavori sul reticolo”. 

Al nuovo assetto del Consorzio Coldiretti rimprovera il fatto che “l’approvazione del Bilancio 2014 ha richiesto diversi interventi assembleari, che non esiste al momento un piano di riorganizzazione dell’Ente e che le risorse disponibili sembrano non consentire la realizzazione di buona parte degli interventi straordinari. A ciò si aggiunge la mancanza di un piano di intervento che delinei priorità e modalità per dare risposte certe e realizzabili"

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