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mercoledì 19 dicembre 2018

INCONTRI D'ARTE — il Blog di Riccardo Ferrucci

Riccardo Ferrucci

Riccardo Ferrucci è nato Pontedera e vive a Calcinaia. Giornalista e critico ha pubblicato numerosi volumi sul cinema e sull’arte. Tra le sue pubblicazioni “Paolo e Vittorio Taviani , la poesia del Paesaggio”, editore Gremese. Ha diretto la rivista letteraria Ghibli ed ha collaborato con importanti istituzioni pubbliche. Attualmente è funzionario della Regione Toscana.

​Riccardo Benvenuti, le cattedrali di pace

di Riccardo Ferrucci - lunedì 03 dicembre 2018 ore 16:33

Riccardo Benvenuti

La scomparsa di Riccardo Benvenuti avvenuta pochi giorni fa a Lucca lascia un grande vuoto nell’arte toscana ed italiana. Benvenuti è stato uno dei protagonisti dell’arte contemporanea e uno dei più grandi protagonisti dell’arte lucchese, insieme ad Antonio Possenti anche lui recentemente scomparso. Il suo ultimo ciclo di opere “ Cattedrali di pace”, presentato con successo a Bobbio ( Piacenza) nel mese di Giugno al museo Collezioni Mazzolini , rappresenta un testamento importante per la sua arte, che alla fine del suo percorso ha trovato in questo dialogo di pace un motivo profondo di inspirazione poetica ed umana. Sarebbe bello portare questa mostra anche nella sua città, nell’amata Lucca. Le opere di Benvenuti di questo ciclo hanno una caratteristica comune : le dodici cattedrali affiorano dall’acqua, costringendo lo spettatore a immergersi non solo nella natura, nella storia e nella geografia, ma anche nella profondità dello spirito umano e nella sua inesausta ricerca di una più autentica umanità e di Dio.

“ Cattedrali della pace” di Benvenuti è un’avventura poetica ed umana di rara intensità, un ciclo di dipinti che raggiunge il cuore e l’anima dello spettatore. La pittura di Benvenuti è ormai entrata nella sua stagione più profonda, ogni elemento assume le movenze del sogno e della fantasia, si perdono di vista le vicende quotidiane per immergersi in una visione purificatrice che parla ai sentimenti, dimentica l’ordinario per trasformarsi in evento straordinario. Per Benvenuti il ciclo di dipinti dedicati ad un tema religioso diventa viaggio lirico, con la presenza costante dell’acqua, un elemento che segna una sorta di legame profondo tra le varie opere. Le chiese del mondo diventano simbolo di un incontro di culture, un modo per respingere le divisioni e le violenze che ci circondano.

Scrive Don Maurizio Gronchi nel catalogo “ Costruire sulla sabbia è più pericoloso che edificare sull’acqua: le pietre si muovono, possono crollare, con il legno si può galleggiare e navigare. Questo è l’apparente paradosso che esce dal pennello di Benvenuti: la solida leggerezza dell’incontro tra storia e geografia, tra pietre secolari e fluidità del sacro, nelle figure riflesse in specchi di umanità, alla ricerca di Dio. Perché vi sia ancora speranza nel mare magnum del mondo.”

Vorrei sottolineare la grande poesia che affiora in questi dipinti, quasi che il nostro autore avesse ascoltato la voce del regista Tarkovskij : “ Coloro che rimarranno nella storie del cinema sono tutti poeti. Cos’è un poeta nel cinema? E’ quello che inventa un proprio mondo , non limitandosi a descrivere la realtà che lo circonda.” In questa direzione si muove l’arte di Benvenuti che si affida alla poesia e alla leggerezza per raffigurare le sue cattedrali. Inventa un mondo partendo dalla realtà , ma poi si dirige, con lievità, verso i territori del sogno e della fantasia. Il sogno della bellezza è l’idea fondante di questi lavori, ma è una bellezza che nessuno può possedere totalmente, soltanto veder sfuggire e allontanarsi attraverso un riflesso magico, un gioco di specchi, un’attrazione continua che non diventa mai realtà. In un’arte contemporanea sempre più rivolta a sperimentazioni ad effetto stupisce l’idea di un’arte che cerca la bellezza, costruita segno dopo segno, con un’abilità artigianale che si imprime con forza nella nostra memoria. In questi dodici dipinti, costruiti in anni di lavoro, Benvenuti ha raggiunto un’armonia , un delicato equilibrio tra visione ed emozione, tra sentimento e religione.

Diceva Carlo Cassola : “ Il nostro tempo … Riuscirà ad esprimere veramente il nostro tempo chi saprà voltargli le spalle, chi cercherà le cose profonde, non le apparenti, le cose che restano, non gli aspetti passeggeri.” Benvenuti ha voltato le spalle al proprio tempo, cercando una consonanza profonda con i suoi sentimenti, con le ragioni e le illuminazioni che restano. Opere che descrivono chiese e cattedrali di pietra come fossero persone , sentimenti e passioni umane che incontrano la vita, la partecipazione ad un viaggio che non avrai mai fine, una forte ricerca di verità e poesia.

Per Josè Saramago “Siamo simili agli dei, quando inventiamo/ nel deserto del mondo questi segni/ come ponti che abbracciano distanze”; anche l’artista lucchese è diventato un creatore magico di sogni e utopie per opporsi al gelo e al vuoto che avverte intorno a sé. “Le cattedrali della pace” restano un vera testimonianza di un viaggio nella bellezza e nella profondità dello spirito umano, alla ricerca di quei valori profondi dimenticati, ma che sono il vero motore della storia umana. Non vogliamo analizzare i quadri in modo analitico, ma cogliere l’essenza complessiva della poetica di Benvenuti che possiede i ritmi e le sospensioni della musica. La musica si sprigiona direttamente dai dipinti, con ritmi segreti e sospensioni che ci portano in un’atmosfera incantata ed elevata. Da sempre la musica accompagna le opere di Benvenuti, a cominciare dalla mostra “Le donne di Puccini” del 1974 ospitata a Lincon Center Metropolitan di New York.

Scrive Italo Calvino nel finale di “Le città invisibili”: “ L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio .” E’ questa la strada più rischiosa che ha intrapreso Benvenuti, con assoluto coraggio, in dipinti che si oppongono al caos e all’inferno del nostro mondo, cercando di riconoscere chi e che cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio. La luce della Basilica di Assisi o il Tempio di luce di Pechino illuminano sapientemente un luogo di vita e verità, che supera il caos contemporaneo per trovare una nuova armonia, una vera illuminazione. Noi spettatori restiamo in questo luogo magico, convinti che l’epoca dei miracoli crudeli non sia ancora conclusa.

Ciao Riccardo ci manca già il tuo sorriso e la tua arte.

Riccardo Ferrucci

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